AUTORE / IDENTITÀ

invernomut0

Una mente in costruzione.

Chi è invernomut0

invernomut0 è lo pseudonimo dietro VortexBrain: uno spazio personale in cui letture, domande e intuizioni vengono messe in relazione.

Un’identità in evoluzione

Per me il valore di ciò che considero più puro nasce quando resta intimo. Nel momento in cui si cerca l’approvazione esterna, qualcosa si altera. Scrivere diventa allora un modo per lasciare una traccia, ma anche per mettere ordine in un pensiero che, da solo, tende a disperdersi.

Non mi è mai piaciuto apparire. Non lo dico come una posa, ma come una disposizione naturale: ho sempre sentito che alcune cose, soprattutto quelle che considero più vicine alla creatività o alla parte autentica di me, perdono forza nel momento in cui vengono offerte troppo presto allo sguardo degli altri. C’è una specie di pudore della mente, o forse della sensibilità, che mi porta a pensare che il valore di certe intuizioni stia proprio nella loro intimità. Quando entra in gioco il bisogno di approvazione, qualcosa si incrina. Non necessariamente tutto si rovina, ma si sposta l’asse: da ciò che sento a ciò che vorrei suscitare. E tra le due cose, per me, c’è una differenza decisiva.

Questa convinzione si lega a un’altra, ancora più radicale: nessuno vede il mondo in modo neutro. Ognuno guarda le cose con i propri occhi, ma soprattutto con il proprio cervello vissuto, con la propria esperienza sedimentata nel tempo. Non esiste uno sguardo puro che possa spiegare tutto senza residui. Per questo mi sono reso conto di quanto sia difficile spiegarsi. A volte si pensa che il problema sia solo trovare le parole giuste; in realtà il problema è più profondo, perché anche le parole più precise devono attraversare un altro mondo interiore, fatto di ricordi, sensibilità, difese, aspettative. Ogni spiegazione arriva già trasformata, e ogni ascolto la trasforma ancora.

In questo senso, scrivere non nasce per me come un gesto di esposizione, ma come un gesto di necessità. Questo progetto esiste innanzitutto per me: per lasciare una traccia e per mettere ordine a delle idee che, magari, un giorno vorrò rileggere. Mi interessa che la scrittura sia un luogo di conservazione, ma anche di chiarificazione. Non voglio soltanto dire chi sono; voglio capire che cosa penso mentre penso. È un obiettivo più umile, ma anche più vero. Non costruire un’immagine, bensì tenere insieme frammenti che altrimenti resterebbero dispersi.

C’è poi un aspetto che considero importante e che, al momento, resta in parte ipotetico ma plausibile: la scrittura potrebbe diventare uno spazio in cui l’io non si chiude, ma si chiarisce nel rapporto con ciò che lo circonda. Giorgio Vallortigara suggerisce che l’ambiente non sia un semplice sfondo, ma un elemento che crea legami, connessioni, interpretazioni laterali. Se questo è vero, allora anche l’intimità non va intesa come isolamento assoluto. Può essere un laboratorio: un luogo appartato in cui il pensiero non si spettacolarizza, ma si relaziona comunque al mondo, solo in modo più lento e profondo.

In questo senso, scrivere per lasciare una traccia non significa cercare un monumento a sé stessi. Significa piuttosto accettare che la propria esperienza abbia una forma, anche se imperfetta, e che valga la pena conservarla. Scrivere dopo aver pensato a lungo permette di vedere meglio ciò che prima era confuso. Non per arrivare a una conclusione assoluta, ma per avere una versione più leggibile di sé.

Prima della comunicazione viene la necessità di custodire. Prima del racconto agli altri viene il confronto silenzioso con ciò che si è. Se poi un giorno questa traccia diventerà leggibile anche da qualcun altro, bene. Ma non è da lì che deve partire.

Per questo il mio progetto mi sembra, oggi, un gesto semplice e necessario: scrivere per non perdere il contatto con il mio pensiero, per ordinare il caos, per conservare qualcosa che sento autentico senza costringerlo subito a diventare pubblico. Se poi questa traccia servirà anche ad altri, sarà una conseguenza, non il fine. La fedeltà, prima di tutto, deve restare verso quello che sento davvero.